venerdì 10 giugno 2016

Oggi vi racconto.. Il bacio del pane di Carmine Abate


Carmine Abate è uno scrittore italiano, nato a Crotone, autore di diversi romanzi incentrati sui temi dello scambio culturale e dei migranti. Questo, probabilmente perché è un argomento che lo tocca da vicino: difatti, sebbene abbia condotto gli studi universitari presso l'Università di Bari, si reca, nei primi anni della sua carriera, dal padre immigrato in Germania. 
Il primo settembre 2012 vinse la 50esima edizione del Premio Campiello con il romanzo La collina del vento.

Il bacio del pane viene pubblicato nel 2013 e, in poco più di 100 pagine, incastra su carta una realtà calabrese che sfugge a molti. E' un racconto estivo, i cui protagonisti sono ragazzi dell'ultimo anno di liceo: qualcuno nato e cresciuto in Calabria, qualcun'altro che ne ha solo le origini ma attende l'estate trepidante per tornarci. La Calabria è disseminata di oasi di pace, luoghi da render propri e farne tesoro, posti che stanno lì ad attenderti per regalarti un sospiro di libertà appena ne respiri l'aria. Di questi, i protagonisti del racconto hanno scelto la cascata del Giglietto. Tuttavia, è sempre bene non dare qualcosa per scontato: la minaccia è sempre dietro l'angolo. 
E' così che prende vita la narrazione: da un'allegria sconfinata all'inquietudine, alla necessità di credere che tutto debba andar bene. 

A dir poco curioso è il titolo, il quale rievoca un'usanza meridionale circa la sacralità del pane, alimento che sin dall'antichità poteva designare lo status sociale di chi lo mangiasse ma che comunque era ed è fondamentale in ogni tavola. Questo al punto che, essendo così sacro, anche il piccolo tozzo di pane che cade a terra, prima di esser buttato via -atto considerato uno spreco dai nostri nonni- necessita di un saluto, di un bacio

Letto in poco più di una giornata, per vari impegni, è sicuramente una testo ben scritto, con uno stile scorrevole che consente non solo l'immediata comprensione ma anche l'immedesimazione, tratto fondamentale a mio parere. 
Ottima è la capacità di unire un tema leggero, quale la spensieratezza estiva adolescenziale, con uno più "pesante" ma non meno reale, nonché il rifiuto del mondo mafioso. 

Consigliatissimo

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