sabato 11 giugno 2016

Oggi vi racconto.. Fuente Ovejuna di Lope de Vega



Lope de Vega (1562-1635) è un importante e rivoluzionario autore teatrale spagnolo. Precoce scrittore, compose la sua prima poesia all'età di otto anni e, alla conclusione della sua attività letteraria, vantava 1800 commedie e 3000 poesie.
All'interno della sfera teatrale, come si può leggere nel saggio Arte nueva de hacer comedias, introdusse diverse novità: dal genere tragicomico alla rappresentazione dinamica dei personaggi, dall'eliminazione delle tre unità aristoteliche al porre come obiettivo il puro divertimento.

Fuente Ovejuna, scritta nel 1613, prende il nome da una cittadina spagnola e pone come tema centrale il concetto del derecho de pernada (ius primae noctis), ossia la libertà per i signori feudali di ottenere relazioni sessuali con qualunque donna che sposasse uno dei suoi servi, niente più che un esercizio di abuso da parte delle autorità.
Protagonista è Laurencia, una donna del popolo, semplice ed indipendente, promessa sposa di Frondoso. Signore della città è il Comendador Fernán Gómez che, in qualità di tiranno, fa intendere alla giovane fanciulla i suoi interessi in vista del matrimonio. Tuttavia, per risparmiarsi tale supplizio, i due sposi decidono di scappare subito dopo la celebrazione del sacramento, sebbene Gómez farà il possibile per rispondere all'affronto lanciato.
A fine opera, si ha l'attacco al potere: Laurencia è una donna intraprendente, non si lascia assoggettare dalle sporche condizioni della società, ottiene ciò che vuole.

Interessante, è il fatto storico in sé: difatti, il 23 aprile 1476, realmente il popolo di Fuente Ovejuna si lancia contro la corona, riuscendo nell'omicidio del commendatore. C'è da considerare che diversi erano i paesi che all'epoca, sebbene rifacenti al re, erano sotto il controllo di signori feudali che, a dispetto dei propri incarichi, non assicuravano la benché minima ombra di giustizia, tutt'altro esponevano frequentemente i cittadini ai propri discutibili ed illegittimi desideri.
E' evidente, dunque, come il malessere sia comune a tutta la città ed in questo contesto che si inserisce la creazione del personaggio collettivo da parte di Lope de Vega: plasma un'unicità della comunità di Fuente Ovejuna. Tale consolidazione si rispecchia nel terzo atto dove è necessaria la moltitudine per porre fine al predominio del singolo e per riassicurarsi i diritti lesi ormai da diverso tempo.
Tramite la ribellione, finisce l'abuso di autorità da parte del "forte", che considera le donne come suo dominio, che disonora i suoi vassalli eliminando il bene comune. E' dunque un elemento di disturbo, di cui si necessita l'eliminazione per ritrovare l'armonia.

In poco meno di 200 pagine si concentra uno dei temi più discussi anche ai giorni nostri: quanti anelano alla libertà? Quanti soffocano a causa di un sopruso politico? Quante donne sono vittime di abusi sessuali? Probabilmente, le risposte sono meno piacevoli delle domande in sé.

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