lunedì 25 luglio 2016

Oggi vi racconto.. La Sposa giovane di Alessandro Baricco



La Sposa giovane viene pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Feltrinelli e si pone, fino ad ora, come l'ultimo risultato di Alessandro Baricco

E' un testo piuttosto particolare che, a mio avviso, può essere paragonato ai celebri capolavori prodotti all'inizio degli anni '90. Difatti, ho trovato le sue ultime esperienze di penna un po' deludenti se confrontate con il calibro di altre opere; tuttavia, La Sposa giovane riprende perfettamente le fila del discorso.

I protagonisti sono quasi tutti senza nome: troviamo la Sposa, la Figlia, la Madre e via discorrendo come unici appellativi, fatta eccezione per qualche altra figura come il maggiordomo Modesto; tutt'altro si può dire per le descrizioni: queste si presentano ricche di dettagli, consce rappresentazioni di un'umana bellezza che Baricco sa donare ad ogni personaggio, specie femminile.
Che fosse bella devo averlo già detto, ma adesso è il caso di specificare che la sua bellezza era, nella percezione comune, e in quel modo circoscritto, qualcosa di mitologico. 
Fulcro della narrazione è la Famiglia: le sue paure, le sue credenze, le sue folli abitudini che creano un ritmo unico nella quotidianità, dove nulla può essere smosso. Ma è in questo contesto di ordine e costanza che la Sposa giovane arriva, gettando sconquasso, incrinando di poco la linea retta su cui avevano sempre vissuto, giungendo a spezzarla definitivamente.

Ma ancora, a dar un'ampia mostra di sé è l'elegante scrittura baricchiana, attraverso la quale l'autore riesce a trattare i più sparuti temi senza sconvolgere la riuscita dell'opera. Difatti, tra gli argomenti affrontati, vi è più volte quello dell'onanismo: a questo dedica lunghe e minuziose descrizioni, le quali vanno a porsi come essenziali al fine della trama, come imprescindibili e luminosi dettagli posti sullo sfondo totalitario della narrazione.

Intese come bijoux sono le incursioni dello stesso Baricco all'interno del racconto: probabilmente, si può parlare di focalizzazione mobile dal momento che, se da una parte il punto di vista della narrazione è in mano alla Sposa giovane, in altri brevi momenti scorgiamo un repentino cambio di spazio, tempo e personaggi, dove a palesarsi è lo stesso autore, in atto di composizione, in compagnia di una donna.
Per tutto il tempo io son stato a guardarla cercando un nome per quella pellicola che resta sulle donne che abbiamo amato quando il tempo è passato, né mai ci si è davvero lasciati, o odiati, o combattuti - semplicemente ci si è staccati. [...] ma la verità è che ho un conto in sospeso, con quel nome, sono anni che mi scappa. Quando sono a un soffio dal beccarlo, si infila in una crepa invisibile sul muro. Poi non c'è più verso di farlo venire fuori. Resta il profumo di un'attrazione senza nome, e ciò che ha nome, sgomenta. 

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