domenica 23 ottobre 2016

Oggi vi racconto... Chiamata alle armi di Ernest Hemingway

Ernest Hemingway è uno scrittore americano appartenente alla Lost Generation. All'interno dei suoi testi, perenni sono i riferimenti al contesto socio-politico a lui contemporaneo, al quale partecipò schierandosi come antifascista. 

Addio alle armi (A farewell to Arms) è pubblicato nel 1929 e tratta un tema fortemente autobiografico, dal momento che Hemingway rammenta la sua esperienza, in territorio italiano, durante la Prima Guerra Mondiale. 
L'opera inizia con dettagliate descrizioni del paesaggio da parte del protagonista, Frederic Henry, il quale investe il ruolo di conducente di ambulanze nell'esercito italiano. Seguendo il consiglio di un prete, Henry decide di viaggiare -per quel che gli è possibile- per scoprire le meraviglie paesaggistiche italiane ed è al ritorno dal suo viaggio che incontra Catherine Barkley:
She [...] was blonde and had a tawny skin and gray eyes. I thought she was very beautiful. She was carrying a thin rattan stick like a toy riding-crop, bound in leather. 
Inizia così una difficile storia d'amore, alla quale è chiesto di sopravvivere nonostante le incurie della guerra e le complessità che questa comporta. Difatti, Henry viene condotto a Milano a causa di una grave ferita da guerra ed in seguito verrà spostato in Svizzera per la convalescenza; Catherine sarà sempre al suo fianco, nonostante questo le comporti conseguenze nefaste.

Frederic Henry è un personaggio complesso e ben strutturato: infatti, egli nega concetti come l'onore ed il patriottismo, accettando il suo ruolo all'interno della guerra come un compito necessario da svolgere; inoltre, il suo carattere dalle movenze stoiche è ancor più giustificato dal suo "amare" donne solo nel senso fisico del termine, escludendo qualunque tipo di sentimentalismo al riguardo. Tuttavia, la sua maschera crolla quando incontra Catherine, la quale diventa pretesto per portare alla luce la tanto repressa vulnerabilità. 

Indubbiamente, il contesto politico è importante poiché la guerra non resta sullo sfondo ma si incanala all'interno della trama, aggiudicandosi altresi il potere di prendere scelte, comportare ulteriori conseguenze e manipolare la moralità umana. Difatti, il dolore è strettamente connesso all'individualità di ciascun protagonista, il quale è rappresentato nel testo dalla pioggia, intesa dunque come espressione dell'inevitabile disintegrazione della felicità.
But after I had got them out and shut the door and turned off the light it wasn't any good. It was like saying good-bye to a statue. After a while I went out and left the hospital and walked back to the hotel in the rain. 

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