mercoledì 28 dicembre 2016

Oggi vi racconto... Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald

Francis Scott Fitzgerald può essere considerato il più famoso cronista americano del 1920, un'era che fu soprannominata Jazz Age. Nonostante egli fosse profondamente innamorato di Zelda, quest'ultima acconsentì a sposarlo solo una volta divenuto famoso, al fine di assicurarsi una vita ricca di benessere, divertimento e piaceri, che li condusse nella decadenza. Del tutto similare è quanto ritroviamo in Il grande Gatsby, dal momento che l'obiettivo del protagonista, Jay Gatsby, è quello di accumulare una ricchezza tale da farsi notare dalla sua amata Daisy.
Inoltre, Fitzgerald è anche a rappresentanza di un opposizione verso il cosiddetto American Dream: infatti, in Il grande Gatsby è obiettivo dell'autore quello di ridicolizzare i tipi di ideali a cui tanto aspiravano gli americani nel primo Novecento.

Il grande Gatsby è pubblicato nel 1925 e narra gli eventi di una calda ed afosa estate del 1922. Il narratore, Nick Carraway, inizia a lavorare a New York e, pertanto, decide di trasferirsi in una piccola villetta a Long Island, vicino alla lussuosa abitazione di un misterioso milionario, Jay Gatsby. Un giorno, invitato a pranzo dalla cugina Daisy, Nick fa la conoscenza con Jordan Backer, la quale gli confessa che Tom, il marito di Daisy, conduce da tempo una relazione adultera con Mirtle, una donna che vive nella Valle delle Ceneri. Tornato a casa, in seguito ad un lussuoso party in compagnia di Tom, Nick riceve un invito per uno dei fantomatici party organizzati da Gatsby; qui, Nick scopre che Jay e Daisy, tempo addietro, furono amanti ma che non poterono sposarsi per la povertà in cui Gatsby viveva. Nonostante tutto, Jay Gatsby era ancora innamorato di Daisy.

Da qui, si ha un susseguirsi di azioni e colpi di scena che vedono come protagonisti i due ex amanti ma, principalmente, il giovane ed ossessionato milionario, intorno al quale gravita un grosso mistero. Il testo, di per sé, esplora i temi della decadenza, dell'idealismo e dell'eccesso, ossia i pilastri fondamentali del Jazz Age. Inoltre, l'opera è permeata da un forte simbolismo, i cui pilastri sono Valley of Ashes - la zona industriale fra West Egg e New York City -, la luce verde che si erge alla fine del molo di Daisy - simbolizza la speranza di Gatsby per un futuro insieme -, e gli occhi blu del dottor Eckelburg - simbolizzano gli occhi di Dio -.

L'ultimo pomeriggio prima che partisse per oltremare, sedette a lungo con Daisy fra le sue braccia, in silenzio. Era una fredda giornata d'autunno, il caminetto acceso e lei aveva le guance arrossate. Ogni tanto lei si muoveva e lui spostava il braccio e una volta le baciò i capelli neri e lucidi. Avevano passato un pomeriggio tranquillo come per procurarsi un ricordo profondo per la lunga separazione che li aspettava il giorno dopo. Non erano mai stati più vicini nel loro mese d'amore, mai avevano comunicato così profondamente, di quando lei sfiorò le labbra silenziose contro la sua spalla o di quando lui le sfiorò la punta delle dita, delicatamente, come se lei dormisse. 

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