domenica 22 gennaio 2017

Oggi vi racconto... Norvegian Wood di Haruki Murakami

Haruki Murakami è uno scrittore giapponese di rilievo, poiché vincitore di numerosi premi come il World Fantasy Award (2006), il Premio Franz Kafka (2006) ed altri. 

Norwegian Wood nasce nel 1987 e, da come si può leggere nel Post Scrittum, è un'opera molto personale, dedicata dall'autore ai suoi amici. 
Si tratta di un testo intimo e introspettivo: infatti, nel primo capitolo, il protagonista è ormai un uomo adulto, il quale racconta alcuni avvenimenti importanti accaduti vent'anni prima, durante la sua formazione; subito dopo, ha inizio il racconto in un lungo flashback. 
Attraverso una scrittura limpida e scorrevole, Murakami ci introduce nella vita di Watanabe, un giovane e sensibile ragazzo, che frequenta da poco l'Università di Tokio. A causa di una recente perdita, Watanabe si trova ad affrontare una serie di scelte, le quali riversano principalmente nella solitudine ed il suicidio. Infatti, dal momento che tutta la sua vita ruota intorno a persone che soffrono di questo malessere, egli trova sempre più difficile distinguere e scegliere fra il calore di un corpo vivo e la freddezza della morte. Dunque, Naoko o Midori? Nonché, il ricordo del passato o la possibilità di riprendere in mano la propria vita? 

Io vivevo alla giornata, senza quasi mai sollevare la testa. Quella sconfinata palude era l'unica cosa che si rifletteva nei miei occhi. Procedevo mettendo a terra il piede destro, sollevando il sinistro, mettendolo a terra, e così via. Non sapevo dove mi trovavo, e niente mi diceva che la direzione verso la quale mi muovevo fosse quella giusta. Ma siccome non potevo restare bloccato lì per sempre, un passo alla volta, mi spostavo.

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