domenica 23 aprile 2017

La mia Giornata Mondiale del Libro

In occasione della Giornata mondiale del libro, ho deciso di raggruppare in un unico post alcune delle mie letture più emozionanti, le quali mi hanno accompagnato nella crescita. Tengo a precisare che ho preferito "spulciare" fra quei libri di cui ancora non ho parlato sul blog e proprio per questo non la si può intendere come "la classifica dei miei libri preferiti". 
Le motivazioni su cui ho basato le mie scelte sono piuttosto semplici: ho prediletto due libri letti da adolescente e uno (per me) attuale; non sono altro che le storie che ancora mi porto dentro, tra un sorriso e una lacrima. 

Venuto al mondo di Margaret Mazzantini lo lessi nel lontano 2010, quando ero ancora una adolescente incallita. L'acquisto fu determinante per via della copertina: un bambino solo, in una stanza spoglia, monocolore e dissestata, ma circondato da curiosi pesci; ricordo il momento dell'acquisto come se fosse stato ieri, così come impresse sono le sensazioni provate durante la lettura. Letteralmente, lo divorai in tre notti, poiché erano gli unici momenti in cui potessi dedicarmi totalmente alla storia avvincente e ghiacciante che ritrae; da allora, lo conservo gelosamente nel mio cuore e anche parlarne mi è difficile poiché provo il timore di non riuscire a palesare totalmente i miei sentimenti in merito.

Suddetta meraviglia è stata un incontro doloroso, vivo, una lama che si è incastrata nel mio cuore e che ruota lentamente su se stessa. Mi sono sentita reale, le mie emozioni facevano da protagonisti: ho amato, allo stesso tempo ho odiato, ho appreso l'empatia e come andar avanti con i "nonostante tutto".
Non siamo morti stanotte.
Probabilmente, a render vivi i miei impulsi, è stato l'averla compresa come una storia vera; infatti, sebbene romanzata, è innegabile che quanto trattato dalla Mazzantini non sia altro che la quotidianità di molte persone, la realtà con cui convivono ogni giorno. Nel viaggio verso Sarajevo intrapreso da Gemma, con suo figlio Pietro, fanno da sfondo la guerra, i soprusi, le violenze psichiche e fisiche ma anche la storia di un amore senza confini, di un uomo che sceglie il mare per purificarsi dalla cruda e fredda realtà. 
Sono un po' tutti vittime i protagonisti di questo romanzo, il quale si installa nel cuore e gioca coi sentimenti; è un'opera ben scritta, che consente di farti sentire , fra le strade di Sarajevo o nella stanza disseminata dai poster di Kurt Cobain, con Gemma, Diego, Aska e Gojko. 

Venuto al mondo è stato il romanzo con cui ho conosciuto la Mazzantini, sicuramente l'incontro letterario più entusiasmante della mia vita. 
Non si guarisce mai da ciò che ci manca, ci si adatta, ci si racconta altre verità. Si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi. 

Altra opera risalente alla mia adolescenza è Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, iniziato a leggere un po' per gioco. Probabilmente già conosciuto per il cartone Disney, è la storia dell'arcidiacono Claude Frollo che si innamora della danzatrice Esmeralda; da questa scintilla d'amore, hanno luogo le peripezie che dovrebbero condurre all'incoronazione del sogno di Frollo. 
"Ti amo" gridò il prete. Le lacrime le si fermarono di colpo. Lo guardò con uno sguardo idiota. Era caduto in ginocchio e la covava con un occhio di fiamma. "Capisci? Ti amo!", gridò ancora. "Quale amore!", disse l'infelice fremendo. Egli riprese: "L'amore di un dannato".
Il testo è indubbiamente un po' prolisso quando si sofferma sulla descrizione urbanistica di Parigi, un dettaglio giustificato dall'appartenenza di Hugo al Romanticismo. Ad ogni modo, nella seconda parte del romanzo, il ritmo acchiappa il lettore, causandogli impazienza e ansia per il susseguirsi di sentimenti contrastanti presenti nel testo; degna di nota è la possibilità di indagare e comprendere i punti di vista dei diversi personaggi. 
È una lettura avvincente, un intrigante susseguirsi di amore e passioni che potrebbe essere riassunto con Love will tear us apart, celebre citazione dei Joy Division. 
Dunque, l'uomo al quale era appartenuto era andato là e vi era morto. Quando cercarono di staccarlo dallo scheletro che abbracciava, cadde in polvere.

Una lettura - per me - più recente e che mi ha rapito totalmente è stata La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca. Chi ha avuto modo di starmi accanto nell'ultimo anno probabilmente ne ha avuto fin sopra i capelli di suddetto testo, dal momento che è stato l'argomento del mio lavoro di tesi - proprio per questo potrei parlarne senza annoiarmene mai -.  

Il testo si incentra sulla drammatica condizione femminile e, a questo proposito, racconta la storia dell'autoritaria Bernarda Alba e delle sue cinque figlie. La narrazione comincia con la morte del padre ed è importante sottolineare come, in quel periodo, fosse consuetudine intraprendere, per le donne, un lutto di otto anni chiuse in casa; questa imposizione è la causa che scatena la ribellione di Adela, già alimentata da anni di privazioni e soprusi: infatti, tranne la giovane, tutte le altre figlie accettano con rassegnazione la decisione materna. 
«Las mujeres en la iglesia no deben de mirar más hombre que al oficiante y esé porque tiene faldas»
Dunque, tramite il confronto di un punto di vista autoritario e di uno innovatore, si distacca il pensiero di Federico García Lorca, il quale si pone come un autore progressista che dedica la sua vita alla propaganda di un messaggio egualitario. 

A rapirmi è stata la figura di Adela, una donna di vent'anni, che personifica la passione e l'istinto, due sentimenti sfociati per l'amore sfrenato che prova nei confronti di Pepe el Romano; inoltre, col suo comportamento, Adela fronteggia la madre, nonché l'incarnazione di una società oppressa dai pregiudizi e ancorata al passato, assuefatta da vecchie norme e convenzioni. La giovane è una donna forte e dalle sue parole è possibile evincere la determinazione a restare fedele a se stessa, ai suoi sentimenti, trasgredendo il dispotismo proprio di un mondo crudele e funesto. 
Ya no aguanto el horror de estos techos después de haber probado el sabor de su boca. Seré lo que él quiera que sea. Todo el pueblo contra mí, quemándome con sus dedos de lumbre, perseguida por los que dicen que son decentes, y me pondré delante de todos la corona de espinas (...).
Pertanto, l'intera opera ruota intorno a un'unica tragedia comune, composta due forze contrastanti: l'autorità e la liberta, al fine di condurre una forte critica all'ortodossia sociale e di denunciarne l'ipocrisia che condanna all'infelicità. 

E con questo, buona giornata mondiale del libro a tutti!


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