lunedì 10 aprile 2017

Oggi vi racconto... Il cavaliere inesistente di Italo Calvino

Italo Calvino è uno dei principali interpreti della cultura novecentesca; nel corso del suo impegno narrativo, si contraddistinse sempre per il suo rifiuto di ridurre la letteratura a una celebrazione imposta dall'esterno. Il suo romanzo d'esordio fu Il sentiero dei nidi di ragno (1947). 

Terzo della trilogia I nostri antenati e pubblicato nel 1959, Il cavaliere inesistente è ambientato nell'epoca di Carlo Magno e narra le avventure del cavaliere Agiululfo, il quale non possiede un corpo ma solo un'armatura. Proprio per questo motivo, il cavaliere è vittima di derisione da parte dei suoi compagni d'arma, sebbene sia il miglior soldato che si sia mai visto.  In contrapposizione, vi è il povero contadino Gurdulù, che verrà affidato da Carlo Magno come scudiero di Agilulfo. Al di là delle avventure del cavaliere nell'esercito francese, si snoda un ulteriore fulcro tematico, nonché la figura del giovane Rambaldo, il quale si arruola per vendicare la morte del padre, e si innamora di un misterioso cavaliere, Bradamante.

In generale, si può definire un romanzo cavalleresco poiché di forte rilievo sono le tematiche dell'onore, della morale, dell'amore e della guerra. La storia è ambientata in un passato vago, con situazioni inverosimili; ad ogni modo, la dimensione fantastica è un pretesto per confrontarsi con la realtà, assumendo quindi allegoricamente le vesti di una riflessione circa il mondo moderno. Infatti, il cavaliere inesistente rappresenta la contemporanea figura umana che si cela dietro le finzioni, i comportamenti prestabiliti, che vengono raffigurati dalla possente armatura.

[...] ma c'è un'ora in cui la penna non gratta che polveroso inchiostro, e non vi scorre più una goccia di vita, e la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori di te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo, fare il salto. 

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