martedì 4 aprile 2017

Oggi vi racconto... Nessuna notizia di Gurb di Eduardo Mendoza


Eduardo Mendoza è uno scrittore contemporaneo spagnolo, il quale viene considerato come autor de la transición. Tale soprannome gli viene affibbiato grazie all'opera La verdad sobre el caso Savolta (1975), nella quale rappresenta il passaggio storico spagnolo dalla monarchia alla costituzione. 
Nella sua carriera, ottiene numerosi premi, tra cui il Premio Cervantes nel 2016.

Nessuna notizia di Gurb è un diario di bordo tenuto da un extra-terrestre che si trova catapultato, con il suo compagno Gurb, nella realtà barcellonese. Una volta giunti nella caotica terra spagnola, Gurb si trasforma nella showgirl Marta Sánchez e lascia la navicella spaziale, costringendo l’altro extraterrestre – di cui Mendoza non ci fornisce il nome – a cercarlo. Dunque, il protagonista inizia a girovagare per la città, la quale è piena di lavori in corso e di baraonde a causa del periodo pre-olimpico, e racconta nel suo diario ogni disavventura che deve affrontare. 

Il testo è ricco di significati; innanzitutto, Mendoza rappresenta la difficoltà di comunicare fra due mondi diversi: da una parte, incontriamo Gurb che, per ambientarsi in un mondo nuovo, sceglie la “via facile”, costituita dai soldi e dalla prostituzione; dall’altra, invece, l’extraterrestre decide di intraprendere una via onesta, con l’ambizione di diventare un lavoratore responsabile. 

Inoltre, attraverso la tecnica dello straniamento letterario, Mendoza critica in modo mordace la città di Barcellona: infatti, possedendo una prospettiva diversa da quella umana, l’extraterrestre mette a nudo le problematiche terrestri, tutto quello che gli è estraneo. Dunque, tramite un sapiente uso di ironia, parodia e satira, Mendoza coglie l’occasione per effettuare una spietata analisi di tutto ciò che appare normale a chi è abituato a viverlo, per poi sottolinearne la superficialità e la ridicolezza. Ad esempio, è cruciale la descrizione di Barcellona, nonché una città in preda alla delinquenza, paralizzata dal traffico e da strade piene di buche. 

Dunque, appare palese come l’obiettivo del testo sia un  castigat ridendo mores, ossia la necessità di sottolineare come l’uomo si abitui al malfunzionamento quotidiano, accettandolo automaticamente, senza tentare di correggerlo. 

Nessun commento:

Posta un commento